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Una delle ultime cantine private di antica costruzione ancora in attività.

Romolo BOTRUGNO, tornato dalla prigionia della seconda guerra mondiale in America, aveva rinnovato i vigneti aziendali e lavorato in questa cantina incorrendo però nei problemi di commercializzazione legati ad un prodotto indifferenziato;
il coinvolgimento progressivo dei figli nell’attività porta con sé la ricerca di interpretare in chiave moderna il prodotto ottenuto nei propri vigneti.


Anno 2000: progetto botrus(*)
(sarà un caso ma Botrugno deriva dal greco Botrus e vuol dire grappolo d’uva)
Un cambio d’epoca in un bicchiere, un progetto avviato con la vinificazione del 2000 per stabilizzare la qualità verso l’alto, esaltare il grappolo d’uva prodotto in campo.
L’azienda punta sulla ristrutturazione della cantina (**) situata nel cuore di Brindisi, che viene adeguata alle attuali capacità produttive interne e dotata di varie attrezzature in linea con la modernità dell’intero progetto.
Obiettivo principale: la tracciabilità del percorso del vino dal vigneto alla bottiglia,
la carta d’identità, la storia dell’uva nel vigneto e le tappe percorse in cantina alla ricerca di una specifica caratterizzazione.

Eccoci giungere al vino
Grazie a macchinari ed attrezzature enologiche soft e dell’ausilio del moderno termocondizionamento si cerca di ottimizzare la trasformazione delle uve nella
salvaguardia della variabilità dovuta ai vitigni, al clima, al suolo,
alla ricerca della naturalità e genuinità, ed ancora, in base all’annata,
alla migliore armonia ed equilibrio possibile.

Anno 2002:
L’azienda che ormai ha scelto senza indugi la strada della qualità, sceglie di imbottigliare: è questo lo strumento per affrontare il mercato dei grandi vini rossi alla pari con i migliori produttori, il modo per testimoniare quanto programmato da tempo in vigna.
La strategia aziendale intende proporre più informazione e caratterizzazione di un elemento, il vino, così saldamente radicato nella nostra storia e parte integrante della nostra cultura.
La propensione all’innovazione si intravede, oltre che nei vigneti impiantati di recente,nella ristrutturazione della cantina:
anziché rifiutare inorriditi le disposizioni igienico - sanitarie, le certificazioni, l’H.A.C.C.P., i valori massimi legali.... le norme che spesso poco si adattano alla nostra realtà, cercare di farne tesoro: è ben noto il guadagno in finezza e profumi ottenuto con la maggiore igiene di cantina e l’abbandono di vecchie botti e vasi vinari che conferivano connotati ritenuti “tipici”, ma che di fatto erano errori consolidati di produzione.
La selezione delle uve effettuata durante la vendemmia manuale è coadiuvata da attente e ripetute analisi della materia di partenza;
l’azienda si avvale dell’ esperienza dell’enologo Cosimo Spina, un interprete più che un wine maker, la cui conduzione analitico - enologica è in grado di individuare i limiti da mitigare e le potenzialità da esaltare stabilendo diverse modalità di macerazione.

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